“Tres pasiones, simples, pero abrumadoramente intensas, han gobernado mi vida: el ansia de amor, la búsqueda del conocimiento y una insoportable piedad por los sufrimientos de la humanidad. Estas tres pasiones, como grandes vendavales, me han llevado de acá para allá, por una ruta cambiante, sobre un profundo océano de angustia, hasta el borde mismo de la desesperación” — Bertrand Russell

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24/12/14

La reinvenzione dell’alienazione nell’epoca della rivoluzione numerica

Stéphane Haber
La recente evoluzione delle discussioni circa Internet e la rivoluzione numerica – che queste discussioni siano giornalistiche, di saggisti o di accademici – costituisce il fenomeno culturale maggiore della nostra epoca. All’inizio, negli anni 2000, queste discussioni avevano maggiormente seguito le intuizioni che derivano dal cyber-libertarismo degli hacker e dall’anarchismo dei teorici del software libero1. Diversi nel tono così come nel contenuto, essi avevano senza dubbio la loro espressione più compiuta dal punto di vista teorico nei lavori di Lawrence Lessig et di Yochai Benkler.

Promotore della licenza “Creative commons”, Lessig 2 vedeva nell’esplosione di Internet il principio di una estensione straordinaria del tema liberale del free speech che incita la comunicazione peer to peer. Essa farebbe scoppiare, egli spiegava, l’alleanza oggettiva, fino a quel momento dominante, dello Stato autoritario e dell’impresa capitalistica; alleanza sigillata da un’organizzazione della proprietà che sacralizza abusivamente il possesso privato ed esclusivo, grazie soprattutto al diritto della proprietà intellettuale. Benkler 3, da parte sua, partiva più direttamente dall’economia.